Il pessimo ottimista

In verità sono un’ottimista.

Mal che vada, un pessimo ottimista.

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4 pensieri su “Il pessimo ottimista

  1. cavaliereerrante ha detto:

    Come scriveva ( vivendo in carcere … per quasi tutta la sua vita ) @Antonio Gramsci, “se il pessimismo della ragione incombe e ci pressa, possiamo ad esso opporre l’ ottimismo della volontà” !
    Penso, dal mio punto di vista “errante”, che ad esser pessimista, qualunque sia la situazione socio-politica esterna e la nostra personale posizione …. che ad essere pessimisti, sia un fatto scontato, nato con noi fin dall’ inizio del tempo, quando scoprimmo di non essere immortali, ma al contrario di essere povere entità, così ci dice la ragione, sbattute dal vento, piccoli granelli di sabbia che il vento disperderà, consegnandoci, presto … molto presto alla polvere del tempo prima, ed all’ oblio poi !
    Questa la realtà, @Marco caro, e dunque scopre l’ acqua calda, chi afferma di essere pessimista, su questo non ci piove . 😐
    Poi, sentiamo qualcosa dentro che ci urla o ci sussurra, le lacrime si asciugano …. e, della nostra fragile precarietà, ce ne facciamo una ragione, ci rendiamo conto, struggentemente, che essa non è soltanto nostra, ma di tutti e di tutte, di ogni umanità che abbia calpestato la terra, e quel nostro pessimismo dolente, quel dolore lancinante che ne consegue si stempera, rimpiccolisce … e ci accorgiamo che la vita, non ostante tutto ( e talvolta “non ostante noi” … ) è bellissima. disperatamente bellissima …. e viviamo ! 🙂

  2. Parole toccanti, Cavaliere Errante, che abbracciano uno stato comune dell’animo che, chissà, forse sbagliamo a volerlo classificare su un piano di dualismo pessimismo-ottimismo.

    Possiamo andare oltre e definirlo semplicemente percezione di esistenza, un vero e unico tutt’uno completo: una percezione che tutti possiedono ma che, a volte, molti accantonano per non porsi la solita fatidica oscura domanda “E dopo, cosa succede?”.

    Viviamo nell’incertezza del domani, del destino ingovernabile e, dunque, come dice Silvia, forse solo una cosa ci può salvare: l’ironia.
    Libiamo ne’ lieti calici, dunque, senza però smettere mai di porci domande. 😎

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