Oceani notturni

La notte e il suo silenzio incidono il mio tormento,
e liberano quella porta sospesa, celata dal giorno.
Tendo la mia mano al cielo, colorando d’argento una scia.

Sorrido mentre mi aggrappo alle stelle scalzo.

Spicco un volo sull’infinito mio,
oceani senza nome,
profondi come l’io.

 

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Il riposo del gigante

Quando il gigante terreno m’assorda,
attendo il silenzio della notte.
Spalanco allora gli occhi al cielo
ed ascolto, ascolto il suo rantoloso respiro.
Osservo l’assopito gigante terreno
mentre in volo m’allontano dolcemente.
Io sempre più distante,
Lui, sempre più insignificante.
Dormi ora, capriccioso bambino,
nella tua culla d’avido odio.
Domani tornerai a piangere,
ma del tuo pianto non mi curerò più.

natale2