Diciassette minuti

Diciassette minuti. Questo era il tempo di attesa indicato dal display alla fermata dell’autobus. Alle 13:30 non sarebbe potuto essere altrimenti visto che a quell’ora i passeggeri alla fermata sono sempre pochi, anzi, pochissimi. E infatti ero l’unico passeggero in attesa sotto la pensilina. Non avevo con me né libri né giornali; solamente il cellulare. Pensai dunque di leggere qualche notizia o chattare come tutti.

Pochi istanti dopo però si avvicino un signore distinto, di età oltre la settantina, con un paio di baffi, un ombrello, un cappotto verde e un cappello con visiera dello stesso colore. Appena ebbe letto i minuti d’attesa sul display esclamò una battuta sarcastica ma con molta posatezza. Non sembrava avesse particolare fretta. Ribattei commentando che a quell’ora era normale la lunga attesa. Poi mi congedai e mi allontanai di qualche metro per non disturbarlo accendendomi una sigaretta ma lui ribatté che non aveva alcun fastidio in quanto era un ex fumatore.

Allora riprendemmo a parlare e iniziò a raccontarmi di una sua vecchia passione per i sigari e per la pipa. Da lì ci scambiammo opinioni sui vari tipi di tabacchi e mi narrò delle miscele di tabacchi non trattati che preparava negli anni 80 e delle tipologie che era possibile trovare all’epoca. Mi raccontò poi di quando da ragazzo andava a comprare le sigarette di contrabbando allo spaccio americano a Livorno, sua città di origine e da lì cominciammo a parlare di quel tratto di costa e delle diverse possibilità di escursioni via mare finché, purtroppo, arrivò l’autobus e dovemmo salutarci per riuscire a salire a bordo. Peccato avere avuto così poco tempo!

Nessun social, nessun giornale, nessun libro potrà mai raccontare con la stessa intensità la vita delle persone come le persone stesse. Come quando il mese scorso, sul tram, un signore di quasi novant’anni – che sembrava un sessantenne – mi raccontò frammenti molto interessanti della sua vita che spiegava uno dei probabili motivi della sua smagliante forma fisica.

Ognuno ha una storia da raccontare.
Ognuno ha una storia da ascoltare.
A volte basta solo alzare la testa e sorridere a chi si incontra.

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In punta di piedi

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Nonostante la crudeltà, l’avidità, l’egoismo,
nonostante il sangue versato nel nome del sangue,

vi sono ancora persone buone in giro.

Sì, esistono,
esistono ancora,
sono molte più di quel che sembra.

Solo che spesso non si notano,
perché offuscate dalla gloria
di chi celebra il male o la propria ipocrisia,
e da coloro che si autocelebrano,
orgogliosi nel proprio odio e
che ci hanno insegnato la diffidenza.

Non bisogna ascoltare le ombre del mondo,
non bisogna dar retta agli strilloni venditori di indulgenze.

Credici, vi sono ancora persone buone in giro.
Non importa se non le vediamo,
non importa se non sentiamo parlare di loro.

Vi è ancora amore,
da qualche parte,
intorno.

Non hai bisogno di cercarlo,
sarà lui a cercare te,
e lo farà in silenzio,
in punta di piedi.

Credici, vi sono ancora persone buone in giro.

Potranno essere ovunque,
potranno essere chiunque.

Potresti essere proprio tu,
ovunque, chiunque.

 

By Aremarweb

Fuggiaschi da se stessi

Ci sono momenti in cui vorremmo essere lontano, molto lontano.
Luoghi ameni, incontaminati, solitari dove potere recuperare la nostra vita, il senso della nostra esistenza.
Forse non serve però andare così lontano; bisogna solo ritrovare il senso smarrito, con uno slancio di forza interiore per reagire e ritornare in vita.

Del resto poi nessun luogo é abbastanza lontano se si é in realtà fuggiaschi da se stessi…