Polvere di stelle

In fin dei conti, perché mai dovrebbe esistere Dio e addirittura pensare che debba interessarsi a noi?

Siamo così minuscoli rispetto alla Terra, ancor di più rispetto a una galassia, figuriamoci rispetto all’Universo infinito. E quando entriamo dentro di noi? Che cosa siamo in fondo? Un insieme di cellule, ancor di più molecole, atomi, ecc? In tutto questo andare verso l’infinito piccolo e verso l’infinito grande…noi dove siamo? Nel mezzo? Alla fine? All’inizio di questa catena infinita?

È forse tutto solo aggregazione e disgregazione di polvere? Ha senso credere che esista un Dio che regoli tutto questo? Ma perché, noi abbiamo forse un senso? Alla fine siamo solo polvere nella polvere della polvere infinita?

 

Una volta ho osservato le stelle in una notte d’estate dal buio della campagna, lontano da ogni luce artificiale della città. Allungando la mano potevo quasi toccarle! Era uno spettacolo maestoso…

Forse è strano pensare che esista un Dio, ma io trovo ancor più strano immaginare che io fossi solo e semplice polvere nella polvere quella notte.

Un nuovo presente

Ascolto l’eco assordante di lontani ricordi dall’orecchio della memoria.

Osservo le luci del presente per cercare le ombre del passato.

Ma del tempo che fu, ora non mi curo più.

Lascio sia l’oggi a far da battitore, di nuove vie d’umana incertezza.

Orme lontane

Strade del passato ripercorse dopo molti anni, l’eco muto e silente di voci lontane assorda la mente.

Frammenti di discorsi s’accavallano senza tempo. Arresto il passo mentre con lo sguardo colgo l’orma di un piede ormai sfumato.

Mi soffermo qualche istante prima di riprender il divenire.

Ciò che fu non lo sarà più. Ma di quell’attimo ne resterò sempre custode.